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Fattura Elettronica

Fattura immediata e differita: le regole del 2019

L’introduzione della fatturazione elettronica obbligatoria suscita non poche perplessità e dubbi tra gli interessati.

Per la maggior parte dei possessori di partita IVA ci sono non pochi dubbi quando si parla di fattura elettronica. Uno di questi dubbi riguarda la possibilità di emettere una fattura successivamente o antecedentemente rispetto alla data della transazione. Quante volte, per ragioni burocratiche o di tempo, la fattura è stata emessa a fine mese pur avendo ricevuto la transazione ad inizio mese?

E’ ancora possibile farlo con la fatturazione elettronica?

Fattura immediata e fattura differita: differenze

Iniziamo con la distinzione tra fattura immediata e fattura differita. La prima viene emessa e trasmessa allo SDI entro 24 ore dall’avvenuto pagamento; la seconda può essere trasmessa entro il 15 del mese successivo.

Questa prassi è diventata legge con l’articolo 41 del dPR 663/1972, che regolava già l’emissione differita e riepilogativa delle fatture per quei soggetti impossibilitati a trasmetterle entro 24 ore.

L’imposta dell’IVA resta comunque contabilizzata nel mese dell’avvenuto pagamento e di emissione della fattura. La fattura differita deve essere quindi datata nel mese di emissione, ma la liquidazione dell’IVA deve corrispondere al mese in cui le operazioni sono avvenute.

La data è molto importante nel passaggio alla fatturazione elettronica.

Negli scorsi anni si era infatti diffusa la prassi scorretta di retrodatare le fatture per farle coincidere con il mese di esigibilità dell’IVA: se un acquisto veniva effettuato a gennaio, ma la fattura veniva emessa a febbraio, la fattura veniva retrodatata a gennaio per farla corrispondere alla data di vendita effettiva.

Questa modalità, scorretta e non prevista dalla legge, è stata a lungo utilizzata erroneamente. Con la fatturazione elettronica diventa impossibile praticarla: il sistema SDI non consente di retrodatare le fatture.

In caso di fatture differite e riepilogative, quindi, si dovrà datare la fattura alla reale data di emissione, anche se questa ricade nel mese contabile successivo.

Il commercialista dovrà quindi munirsi di un software in grado di distinguere la data di emissione da quella di esigibilità dell’IVA.

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